.

.

venerdì 24 luglio 2015

Sonata per leghisti buoni

Buoni, ho detto, non buonisti. I buonisti andateli a cercare altrove. I leghisti sono buoni, sono quello che si dice persone perbene. Casa, lavoro (molto lavoro) e famiglia.
E frequentano pure la chiesa, se il papa si comporta bene. È vero che certe volte i loro commenti possono apparire un tantino sopra le righe, ma ciò, ci spiegano dopo, è dovuto all’esasperazione. I leghisti non hanno nulla contro gli africani, ma temono di doverli accogliere tutti a casa loro, e questa gli pare francamente una pretesa eccessiva. Non dicono buttiamoli tutti a mare, o meglio, qualche volta lo dicono pure, ma queste parole vanno intese in senso buono. Ciò che vogliono dire è aiutiamoli a casa loro.  
Ma chissà di preciso a quali forme di aiuto pensano i leghisti buoni.
Forse a creare grandi discariche di rifiuti che sarebbe troppo costoso smaltire da noi e che invece consentono ai locali di racimolare qualcosa, e se si tratta di rifiuti tossici dai quali possono solo racimolare qualche malanno, offrire un po’ di soldi ai loro governi per indennizzarli del disagio? O forse incoraggiare le multinazionali a rastrellare milioni di ettari di terra, cacciando i locali che quelle terre coltivano senza certificati di proprietà e mettendo bambini a lavorare nelle piantagioni di cacao o di cotone? O forse immettere nei loro mercati prodotti sottocosto per distruggere l’agricoltura locale? O forse ancora liberarli di quei leader che dubitano della bontà delle ricette del FMI e della Banca Mondiale, come i servizi segreti degli Stati Uniti e della Francia progressista di Mitterand fecero con Thomas Sankara?
Boh… bisognerebbe che fossero più precisi questi leghisti buoni.

Link:


Nessun commento:

Posta un commento