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domenica 23 agosto 2015

Facce da funerale

Se le esequie del malavitoso romano si sono svolte in un clima per così dire festaiolo, i suoi riflessi sul governo sono stati piuttosto luttuosi.
In questi tre giorni praticamente tutti si sono pronunciati sull’avvenimento, tranne quelli che di solito sono i primi a pronunciarsi. Anzi, si può dire che per l’occasione il premier e il ministro dell’interno abbiano stabilito il loro primato personale di silenzio social. Un silenzio se non di vero e proprio cordoglio, per certo di riflessione.
Il premier avrà forse cercato di capire quando un’elegante carrozza funebre che fa il giro del mondo possa conciliarsi con l’immagine di una città che si candida a ospitare le olimpiadi e di un paese che ha cambiato verso, ma evidentemente non ha trovato ancora una risposta, visto che continua a tacere. Il ministro dell’interno, che appena una settimana fa rassicurava gli italiani, cioè quegli italiani che non l’avevano ancora capito, affermando che l’Italia è un posto sicuro in cui vivere, dev’essere invece arrivato alla conclusione, visto che al riguardo non ha detto nulla, che in un paese sicuro un elicottero può tranquillamente deviare dal piano di volo previsto e sorvolare un’area vietata scendendo al di sotto dell’altezza minima consentita. A condizione che sganci petali e non bombe a grappolo, s’intende. 

Quanto al funerale vero e proprio, il suo commento, arrivato alla fine del terzo giorno, risulta a rigor di termini vagamente tautologico: “questo avvenimento non accadrà mai più”, ha detto. Sembra di capire che, se non altro, escluda la possibilità che il caro estinto muoia una seconda volta.



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