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venerdì 18 settembre 2015

La convinzione di Squinzi

La convinzione è una qualità fondamentale per un uomo pubblico. Se egli per primo non crede  in quello che dice, è assai probabile che gli altri gli ridano dietro.
Al presidente di Confindustria non fa sicuramente difetto, come dimostra la serie di dichiarazioni rilasciate negli ultimi giorni: "le industrie vogliono assumere dipendenti italiani"; "gli industriali non vogliono abbassare i salari".
Ma la convinzione vale fino a un certo punto. Esiste una sottile linea di confine oltre la quale non c'è convinzione che tenga e che quindi bisogna evitare di superare, che invece è quello che fa Squinzi: "Non possiamo neanche distribuire ricchezza prima di averla creata".
Perché se uno, ancora ancora, può credere che gli industriali vogliano veramente manodopera italiana, magari cercandola erroneamente in Bangladesh o in Serbia, se può pure credere che non vogliano abbassare i salari, se non altro perché preoccupati della sopravvivenza dei loro operai, come potrà mai immaginarli mentre distribuiscono ricchezza?
Non lo so, c'è qualcuno che riesce a immaginare gli Agnelli nell'atto di distribuire ricchezza?

Link:

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