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mercoledì 16 settembre 2015

Lo facciamo solo noi

Non sappiamo se per il suo nuovo inno il M5S abbia versato i diritti d’autore a Vasco Rossi, ma probabilmente no,
rientrando più nella categoria della parodia che in quella del remix.
Al di là delle ironie raccolte in rete e del comprensibile imbarazzo dei militanti chiamati a mandarlo a memoria entro ottobre, un merito gli va però riconosciuto, mettere in musica i paletti (infatti è un video di paletti) fissati dai pentastellati; noi/gli altri, onesti/disonesti.
Perché, alla fine, questo ha fatto Grillo, ha brevettato l’onestà, l'ha trasformata in ideologia e l'ha data in franchising. Né di destra né di sinistra, onesto.
Ma l’onestà non è né di destra né di sinistra perché non è una categoria politica, bensì un prerequisito, che vale per la politica come per ogni altro campo. Serve a poco che il meccanico non ti imbrogli, se poi non sa riparare i freni e ti fa schiantare, come serve a poco che il cuoco non rubi, se poi non sa conservare gli alimenti e ti avvelena.
Il bluff di proclamarsi né di destra né di sinistra, che consente a Grillo di essere sempre dalla parte di chi si lamenta, anche se le lamentele nascono da interessi opposti, può funzionare fino a quando stai all’opposizione (possibilmente in Italia), quando sei al governo il discorso cambia. Puoi pure continuare a dire di essere oltre la destra e la sinistra, puoi pure definire superata la distinzione tra destra e sinistra, ma quando poi devi scegliere quale tipo di tassazione adottare, se tassare i grandi patrimoni o non tassarli, se smantellare il servizio pubblico o rafforzarlo, non sei più “oltre”, ma torni su questa terra a fare delle scelte. Di destra o di sinistra.



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