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giovedì 29 ottobre 2015

Come Berlusconi

Come Berlusconi, scrivono molti giornali a proposito delle parole di De Luca sulla Bindi. In realtà, succede sulla carta stampata,
l'accostamento è approssimativo. Quella di Berlusconi fu una battuta, una di quelle infelici battute che lo hanno reso celebre nel mondo, ma la filosofia del personaggio è sempre stata vivi e lascia vivere. O, tutt’al più, froda e lascia frodare. De Luca invece alla battuta infelice aggiunge: “rimprovero alla Bindi la sua stessa esistenza”. Un'altra filosofia, perché se uno rimprovera a un altro di esistere, significa che questi, per volontà propria o per iniziativa altrui, dovrebbe smettere di esistere. Niente a che vedere con Berlusconi, dunque. Sono piuttosto altri i personaggi ai quali le parole di De Luca starebbero bene in bocca. Troveremmo normale per esempio che Hitler possa aver detto: rimprovero agli ebrei la loro stessa esistenza. O che Stalin possa averlo detto dei kulaki. Oppure, per non allontanarci troppo, che un boss della camorra possa dirlo degli esponenti di un clan rivale.

Trattandosi invece di un rappresentante del primo partito del paese, investito per giunta di una carica istituzionale, sarebbe stato lecito attendersi un intervento di Renzi. Invece il segretario è rimasto zitto. Un silenzio vagamente inquietante, poiché potrebbe autorizzare qualcuno a credere che la rottamazione dei vecchi leader non sia da intendere solo in senso politico. 


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