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domenica 18 ottobre 2015

Il sogno di Beppe

La grande novità del meeting 5 stelle di Imola è il sogno di Grillo. Ora sappiamo che Grillo non sogna di mettere a Palazzo Chigi un fedele servitore
tenuto al guinzaglio con la spada di Damocle di un prestampato dell'avvocato, come molti avevano temuto, bensì di togliere il suo nome dal simbolo.
Si tratta, per l'appunto, di un sogno, non di un progetto, e, come tutti i sogni, ha il difetto di essere di non facile realizzazione. Infatti Grillo non dice nulla sulle modalità attraverso cui ci si dovrebbe arrivare, anche se da un passaggio del suo intervento tali modalità si possono intuire.
"Quando non ci amerete più, io e Casaleggio scompariremo in 24 ore", dice. E, si suppone, che sarà in quel momento che insieme al simbolo rinuncerà anche alla sua proprietà. Dunque, il sogno si compirà con la fine dell'amore di militanti e simpatizzanti.
Il problema è capire quando questo amore sarà finito. Nei partiti ci sono i congressi, se il leader non raccoglie la maggioranza dei delegati vuol dire che l'amore non basta più a tenerlo alla guida del partito. Ma il M5S non è un partito e non ci sono congressi. E' probabile allora che il rilevamento avverrà attraverso il blog, con l'introduzione di un indicatore dell'amore al quale militanti e simpatizzanti saranno periodicamente chiamati a rispondere: "mi amate ancora? quanto mi amate?"


Link:

Lo facciamo solo noi

Il silenzio di Grillo

La non-notizia del giorno

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