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lunedì 19 ottobre 2015

Le satira spiegata ai grillini

Immancabilmente in ogni intervento di Dario Fo sul palco del M5S c'è un momento in cui la performance volge al patetico.
E' il momento didattico. Quando cioè il nobel si mette in testa di spiegare la satira ai sostenitori del M5S.
L'impresa è oggettivamente impegnativa, fino a oggi i grillini non si sono molto distinti per autoironia e senso dell'umorismo, e anzi hanno spesso dato prova di grande sprezzo del ridicolo indicando le ricche finanze del PD come mandanti di ogni battuta sul loro Movimento, ma Dario Fo ci mette del suo pensando che per conseguire l'obiettivo basti prendere di mira Renzi e il governo. Come se a un convegno di Forza Italia Del Debbio parlasse di giornalismo indipendente portando come esempio Il Giornale. Gli applausi sarebbero assicurati, ma dire che alla fine i presenti si siano fatti un'idea di cosa sia il giornalismo indipendente sarebbe azzardato.
Allo stesso modo, è assai dubbio che dopo la performance di Fo i 5 Stelle abbiano compreso che la satira funziona a 360 gradi ed è scomoda per il governo quanto lo è per l'opposizione, per le maggioranze come per le minoranze.
Verificarlo è comunque semplice. Basterebbe che Fo invitasse sul palco qualche comico che ha fatto satira sui 5 Stelle. Semplice, ma rischioso, essendo l'Olimpo del M5S un territorio fortemente sismico, e già abbiamo visto qualcuno andare a dormire la sera da venerabile maestro e risvegliarsi la mattina da ottuagenario miracolato dalla rete.


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Si avverte la gentile clientela...

Le consultazioni di Grillo

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