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sabato 31 ottobre 2015

Quasi una bandiera

Si può non essere sfegatati supporter di Marino e fare di Marino quasi una bandiera. Per diversi motivi.

1) Si può capire un partito nettamente in vantaggio che decida di mettere un nuovo sindaco, o un nuovo presidente del consiglio, al posto di un altro. E' la politica. Ma non è questo il caso, perché i sondaggi a Roma danno il PD al 17%, col rischio di non andare al ballottaggio.
2) E' curioso che il PD cacci un sindaco eletto col proprio simbolo insieme ad ex sostenitori di Alemanno, allorché le diverse intercettazioni di mafia capitale, che vedono rappresentanti dei due schieramenti conversare amichevolmente, avrebbero dovuto scoraggiare, se non altro per pudore, ulteriori intese.
3) Marino cade in disgrazia perché non in sintonia coi suoi elettori, mentre De Luca, applaudito a ogni direzione nazionale, dev'essere evidentemente un maestro in fatto di sintonia coi propri elettori. Ma, viene da chiedersi, a quali elettori ci si riferisce?
4) E' strano che un partito democratico, e tale va considerato il PD, se non altro per il nome, eviti di discutere apertamente in consiglio, cioè nel luogo dove si esprime la vita democratica, le argomentazioni a sostegno della sua sfiducia.
5) Perché se i precedenti quattro punti singolarmente presi non risultano molto chiari, presi insieme trasmettono un messaggio chiarissimo: l'arroganza del potere.

Link:

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