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lunedì 2 novembre 2015

Il viaggiatore Salvini

Anywhere out of Italy, si potrebbe dire, parafrasando Baudelaire, per esprimere i sentimenti del viaggiatore Salvini. Ovunque fuori dall'Italia, infatti,
il sagace segretario leghista trova le cose che vanno come dovrebbero andare, scoprendo meraviglie fino a quel momento ignote ai più.
Arriva in Corea del Nord, che ha un pil pro capite di 1800 $ all'anno, campi di concentramento, carestie che negli ultimi anni hanno mietuto migliaia di vittime, con presunti casi di cannibalismo, e lui vi trova "uno splendido senso di comunità".
Va in Russia, pil pro capite che è comunque la metà di quello italiano, 30 posti più in giù dell'Italia per Indice di Sviluppo Umano e al 152° posto per la libertà di stampa, e lui si compiace di non trovare rom e clandestini. Non almeno nella Piazza Rossa.
Sbarca in Marocco, pil pro capite 3250 $ annui, 129° posto per ISU e 130° per libertà di stampa, e lui rimane incantato della tolleranza della società e dell'efficienza dell'amministrazione.
Un viaggiatore così non serve nemmeno mandarlo a quel paese. C'è il rischio che torni raccontando di aver visto mirabilia.

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Matteo VIII


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