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giovedì 26 novembre 2015

L'occasione perduta di Bassolino

Alla crudele domanda del giornalista, se cioè sia nullatenente, Bassolino, ex sindaco, ex governatore, ex ministro ed ex artefice del rinascimento campano,
risponde che sì, è nullatenente. Non con voce forte e chiara, ma piuttosto con qualcosa di simile a un mugugno. Imbarazzo comprensibile, del resto. Dopo una così lunga carriera, con decine di migliaia di euro guadagnati, al mese, non c'è di che andar fieri, non ci si fa la figura del buon padre di famiglia, dichiarando di non possedere nemmeno un piccolo casolare in Toscana, o un appartamentino a Roma, o una casetta in riva al mare.
Ragion per cui quando il sadico giornalista gli chiede come potrà pagare i tre milioni di euro reclamati dalla Corte dei Conti per danno erariale, il povero Bassolino altro non può fare se non augurarsi un esito positivo del ricorso da lui presentato.
Non soddisfatto, il giornalista, godendo nel rigirare il coltello nella piaga, chiede cosa farà qualora non diventi sindaco. Continuerò a occuparmi di cultura e pagherò come posso, risponde il pluri ex, prima di perdere le staffe.
Peccato, sprecare in questo modo l'occasione di arricchire la dottrina di Tremonti secondo cui con la cultura non si mangia.
Caro mio, avrebbe potuto rispondere il neocandidato, con la cultura non si mangia, dunque non si paga nemmeno.


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