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martedì 12 gennaio 2016

Reato di clandestinità, il senso di una legge inutile

Mettiamo che lo status di clandestino sia un reato, io non sono di questo avviso, ma adotto il punto di vista di coloro che lo pensano.
Come per ogni altro reato, quindi, sarei favorevole a una legge che lo combatta in maniera efficace e col minor aggravio possibile per le casse dello stato.
La legge attuale, invece, non ha inciso sul numero dei clandestini, né ha favorito le procedure di espulsioni, peraltro già previste per via amministrativa, né, tanto meno, ha portato benefici alle casse dello stato, dal momento che nessuno degli immigrati dispone delle risorse necessarie a pagare le ammende comminate, e anzi ha comportato spese non indifferenti per sostenere i processi, oltre a intasare i tribunali con procedimenti che non hanno portato a niente, distogliendoli dalle cose veramente importanti. E' una legge, dico dal punto di vista di chi vuole che sia perseguito il reato, assolutamente inutile. Non a caso è stata voluta dalla Lega, che, dai roghi ministeriali di Calderoli alle ampolle del dio Po di Bossi padre e figlio, dell'inutilità ha fatto il suo marchio di fabbrica.
Se così non fosse del resto, anziché sbraitare, Salvini porterebbe numeri, darebbe una stima delle persone che in questi sei anni hanno rinunciato a imbarcarsi alla volta del nostro paese per timore di questa legge, direbbe in quale percentuale essa ha inciso sulla presenza di clandestini in Italia, quanti soldi lo stato ha incassato per le ammende e quante espulsioni sono dovute all'esito di tali processi. Se non dà numeri, che porterebbero acqua al suo mulino, è perché il numero è zero, perché questa legge è puro fumo negli occhi. Infatti, come detto, è stata voluta dalla Lega, che ha campato quasi trent'anni gettando fumo negli occhi a un elettorato incapace di fare due più due.
La novità di oggi però è un'altra. Il governo fa marcia indietro sull'abolizione di questo reato per "ragioni politiche". Gli elettori non capirebbero, ha detto Alfano. Né, si deduce, c'è modo di render loro comprensibili questi semplici concetti.
Da un lato, dunque, registriamo che l'elettorato incapace di fare due più due non è più prerogativa della Lega, ma si va estendendo, straripa. Dall'altro, bisogna prendere atto che per mantenere o abolire una legge non ci si basa sul parere degli esperti e degli addetti ai lavori, ma sui sentimenti dell'opinione pubblica, più precisamente, di quella parte di opinione pubblica che non capisce.


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Salvinaggio

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