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venerdì 22 gennaio 2016

Depenalizzazione del reato di abuso della credulità popolare

Linkiesta pubblica un bel reportage dall'eloquente titolo Italiani boccaloni. Un viaggio attraverso la credulità popolare.
In diversi articoli vengono illustrati i molteplici campi in cui essa trova applicazione. Dall'occulto ai giochi d'azzardo, passando per le teorie antiscientifiche e complottistiche che dilagano in rete. Tra i numeri forniti, spiccano i tredici milioni di italiani, praticamente uno su quattro, che annualmente si rivolgono a maghi e affini, determinando un giro d'affari di sei miliardi di euro.
Incrociando i dati con la classifica dell'analfabetismo funzionale, che ci vede nettamente al comando, e con quelli dell'errata percezione della realtà che ci circonda, che ci vede tra i primi dieci al mondo, si può dire che i conti tornano.
Non so se per coincidenza - nei vari articoli non se ne fa menzione - ma la pubblicazione coincide con la depenalizzazione del reato di abuso della credulità popolare. Depenalizzazione evidentemente avvenuta non perché la credulità popolare sia scomparsa, ma per la ragione contraria. Il fenomeno ha raggiunto dimensioni tali che pensare di sanzionare penalmente chi ne abusa appare ormai impresa improba.
Alla completezza del reportage del magazine manca solo un ultimo campo, quello che sulla credulità popolare prospera meglio di ogni altro, cioè la politica, tanto da collimare quasi col reato appena depenalizzato. La politica italiana, verrebbe da dire, depenalizza se stessa.



Link:


Le ideologie al tempo dell'analfabetismo funzionale

L'equivoco

Reato di clandestinità, il senso di una legge inutile

2 commenti:

  1. Ciao,
    da noi c'è un proverbio che dice"Dove non sono, non m'aspetta'". E' lora che si impari a ragionare con la propria testa, senza delegare la legge, le istituzioni, i mass media ecc... a decidere quello che è o non è credibile, giusto e legittimo.Abbiamo svenduto il diritto al libero arbitrio e all'autonomia, è l'ora di recuperare, se siamo ancora in tempo.
    Saluti
    Fata C.

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    Risposte
    1. eh sì, ragionare con la propria testa è un'attività in declino, ma circa la possibilità di recuperare sono piuttosto pessimista, mi pare semmai che si vada nella direzione opposta. ciao

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