.

.

martedì 19 gennaio 2016

I fannulloni e la demagogia

Certo, mi indigna vedere persone che timbrano il cartellino e vanno a fare la spesa, magari mentre allo sportello c'è gente in fila ad attendere per ore,
e non spenderò parole in loro difesa, come del resto, leggendo i giornali senza fermarsi ai titoli, non mi pare le abbiano spese i sindacati.
Ma ci sono molte altre cose che mi indignano di più. Mi indigna di più, per esempio, che Galan, condannato per corruzione, non sia stato cacciato né in 48 ore né in 48 giorni e forse, di questo passo, nemmeno in 48 mesi. Mi indigna di più vedere dirigenti pubblici andare in pensione con buonuscite milionarie dopo aver mandato in rovina le aziende che hanno diretto e conservare benefit fino a quando bussano alle porte del paradiso e anche dopo. Mi indigna di più vedere il 100 % di obiettori di coscienza che all'ospedale di Ascoli impediscono a una donna di usufruire di una legge dello stato, mentre in Svezia quella percentuale è dello 0%.
Certo, fare classifiche di indignazione può apparire sgradevole, perché si corre il rischio di far apparire una condotta reprensibile un po' meno reprensibile di quello che è, e c'è sempre qualcuno che ha qualche interesse a farlo apparire. Però se ogni tanto un governo cominciasse dal più potente, anziché partire sempre dal gradino più basso e spesso fermarsi lì, sarebbe diverso.
Sarebbe più facile attribuire un fondamento etico alle sue scelte, piuttosto che la demagogia e la ricerca di facili consensi, e non ci sarebbe nemmeno bisogno di fare classifiche.


Link:

L'equivoco

La gamba di Galan

Se Marino fosse stato ancora sindaco

Nessun commento:

Posta un commento