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sabato 16 gennaio 2016

L'equivoco

C’è un Matteo Renzi che ha detto: i deputati che cambiano casacca dovrebbero dimettersi; dopo lo spettacolo degli immigrati che votano alle primarie
bisognerebbe annullare tutto; un ministro coinvolto in un inchiesta anche se non indagato dovrebbe fare un passo indietro per opportunità politica; scrivere le regole a colpi di maggioranza è uno stile che abbiamo sempre contestato; fuori i partiti dalla Rai; il limite di 1000 euro per transazione è troppo, bisogna abolire il contante; chi ha una pensione d'oro può contribuire alla costruzione di un asilo; gli F35 sono soldi buttati.
Poi c’è un altro Matteo Renzi che dice: l’autonomia dei deputati è garantita dalla Costituzione; gli immigrati che votano alle primarie non possono vanificare una grande partecipazione popolare; l’opportunità politica non significa negare la presunzione di innocenza; le regole vanno scritte perché ce lo chiedono i nostri elettori; per il Cda abbiamo scelto persone competenti; basta al terrore, aumentare i limiti a 3000 euro per transazione; non si possono mettere le mani nelle tasche dei pensionati; gli F35… noi pensiamo a creare lavoro.
Coloro che si affannano a evidenziare le contraddizioni insite in tali affermazioni incorrono in un equivoco: pensano che i due Matteo Renzi siano la stessa persona. Invece sono due persone ben distinte e separate. Il primo Matteo Renzi era un sindaco che aspirava a diventare presidente del consiglio, il secondo è un presidente del consiglio in carica.
Dunque, se il primo diceva queste cose volendo diventare presidente del consiglio, il secondo, che presidente del consiglio lo è già, non ha più alcun motivo di dirle. Dovrebbe essere chiaro, o no?


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1 commento:

  1. #primobiscHero o figlio del BABBO di Pontassieve e Aretino e un MALATO MENTALE.

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