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venerdì 8 gennaio 2016

L’età dell’oro del M5S

Il simpatico Becchi, unico esempio vivente di ideologo auto-embedded, nonché, da adesso, unico esempio vivente di ex ideologo auto-imbedded,
di ritorno sulla terra dopo un lungo viaggio nello spazio, alterna interviste e post.
C’era una volta, dice di ricordare Becchi, un M5S nel quale "uno vale uno" non era solo uno slogan vuoto di significato, ma la sostanza stessa del Movimento.
Ciò vuol dire che la democrazia diretta era veramente democrazia diretta. Se ne deduce che tutto procedeva dal basso, il regolamento era stato il risultato di una lunga discussione tra gli iscritti e il logo votato tra i tanti proposti. Il blog apparteneva a tutto il Movimento e la sua gestione era affidata a un gruppo di delegati indicati dalla base; ognuno poteva fare il megafono nel rispetto del reoglamento e anche il ruolo di garante era affidato a un gruppo di persone, perché se è uno soltanto a decidere, anche se è la persona migliore di questo mondo, c'è sempre il rischio che la democrazia vada a farsi benedire, diretta o rappresentativa che sia. Le votazioni venivano certificate da un comitato di controllo e tutte le iniziative, espulsioni comprese, venivano decise dopo un ampio dibattito tra tutti gli iscritti, così come si decideva di volta in volta chi mandare a discutere col presidente del consiglio o chi inviare ai party dell’ambasciata americana. Insomma, Becchi è l'unico a ricordare questa specie di età dell’oro del M5S.
Che altro aggiungere... fa piacere che Becchi sia rientrato sulla terra, anche se l’impatto con l’atmosfera non dev’essere stato senza traumi.


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