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mercoledì 3 febbraio 2016

L'amministratore delegato più troglodita d'Italia

Succede che un amministratore delegato organizzi in fabbrica la premiazione dei più assenti dell'anno,
con tanto di podio e coppe per i primi tre classificati. Succede non nel Secondo tragico Fantozzi, ma nella realtà, più precisamente in un'azienda di rubinetterie della provincia di Novara.
Evidentemente, premiare i più presenti deve essergli sembrata un'opzione troppo banale. Nella convinzione di essere il padrone, piuttosto che un datore di lavoro, e quindi di avere a sua disposizione non solo la manodopera, ma anche la dignità di chi lavora nella sua fabbrica, ha pensato di potersi permettere questa specie di parodia.
Si dirà che la vicenda rimanda a un clima di intimidazione ormai diffuso nel mondo del lavoro, nel quale anche la dignità è diventata ostaggio del datore di lavoro, ed è vero. I duecento lavoratori presenti, infatti, hanno assistito alla scena senza proferire parola, anche se probabilmente si rendevano conto che ad essere umiliati erano anche loro, e non solo i vincitori della coppa, e il fatto che l'episodio non abbia trovato particolare eco sulla stampa nazionale e non abbia scatenato grandi dibattiti, aiuta a capire il loro silenzio.
Ma in questo caso l'insolita premiazione esula dalle relazioni sindacali, poiché il rispetto delle persone precede le relazioni lavorative, e dimostra come risultati economici ed etica non sempre procedano di pari passo, come si possa essere azienda leader nella produzione ed essere in fondo alla classifica della civiltà, anzi proprio all'età della pietra.
Tuttavia, siccome il simpatico AD, di fronte alle molto flebili polemiche, ha liquidando il suo gesto come folclore, personalmente non porterei la cosa per le lunghe, ma resterei nell'ambito del folclore conferendogli l'Attestato di amministratore delegato più troglodita d'Italia.

Link:

La retrocessione dell'operaio

La convinzione di Squinzi

L'equivoco

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