.

.

giovedì 18 febbraio 2016

Mettiamoci un contratto sopra

Renzi, che tra i leader europei è stato il più attivo nell'elargire lodi e attestati di stima al presidente egiziano,
sul caso Regeni è rimasto stranamente silenzioso.
Ha parlato in occasione del ritrovamento del cadavere, rappresentando ad Al Sisi "l'esigenza che la salma venisse restituita presto alla famiglia e che i rappresentanti italiani potessero seguire da vicino le indagini". Il giorno del funerale ha quindi aggiunto, in un'intervista alla radio, una riflessione di natura, per così dire, filosofica: "l'amicizia è un bene prezioso ed è possibile soltanto nella verità". Infine, ha ricordato il giovane ricercatore "ucciso in circostanze ancora da chiarire" nel corso di un discorso a Buenos Aires.
Nient'altro. Nemmeno dopo che gli esiti dell'autopsia hanno clamorosamente smentito le affermazioni del ministero dell'Interno egiziano secondo cui non c'erano sul corpo del giovane segni di tortura.
Il sospetto viene dunque naturale: non è che per caso il basso profilo tenuto da Renzi sul caso Regeni significa "mettiamoci un contratto sopra e non ne parliamo più"?



Nessun commento:

Posta un commento