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domenica 7 febbraio 2016

Pillole: Thomas Pynchon, V.

Si tagliò mentre si radeva, ebbe dei problemi a tirar fuori la lametta e, mentre armeggiava col rasoio, si procurò un taglio profondo a un dito.
Decide di farsi la doccia per ripulirsi del sangue. I rubinetti non volevano saperne di girare. Quando alla fine trovò una doccia che funzionava, l’acqua usciva a volte calda a volte fredda, senza alcuna logica. Si mise a danzare sotto la doccia, ora urlando ora rabbrividendo, scivolò su una saponetta e per poco non si ruppe l’osso del collo. Nell’asciugarsi, strappò in due un asciugamano ormai sfilacciato, rendendolo del tutto inutilizzabile. Si mise la sua maglietta a girocollo al contrario, col davanti dietro, gli ci vollero dieci minuti per tirar su la cerniera dei pantaloni e altri quindici per riparare la stringa che si era spezzata mentre si allacciava le scarpe. Il resto della mattinata fu una litania di imprecazioni represse. Non è che fosse stanco e neppure particolarmente scoordinato. Si trattava solo di una cosa che, essendo uno schlemihl, sapeva ormai da anni: lui e gli oggetti inanimati non riuscivano ad andare d’accordo.
Thomas Pynchon, V.

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