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venerdì 5 febbraio 2016

Un vademecum per il buon evasore fiscale

La responsabile dell'Agenzia delle Entrate ha evidenziato una certa ambiguità del governo in materia di evasione fiscale.
Eppure, a guardare i provvedimenti adottati nell'ultimo anno e meticolosamente riportati in un articolo de L'Espresso, di ambiguo non sembra esserci molto.
Riassumendo: commercianti e professionisti possono non annotare una fattura nel registro delle vendite o annotarla con un importo inferiore; dovrebbero trasmettere per via telematica fatture, scontrini e ricevute fiscali, ma in maniera facoltativa, se non lo fanno non succede niente; sarebbero obbligati a istallare il POS, ma non sono previste sanzioni per chi non lo fa; c'è il ravvedimento operoso, ma uno prima di ravvedersi può attendere di essere scoperto, visto che è possibile farlo anche dopo; la soglia di rilevanza penale è stata alzata da 50000 a 150000 euro, portando all'archiviazione di circa 9000 processi, con perdita per lo stato, e conseguente guadagno per chi ha evaso, di circa 15 miliardi di euro; è stata abolita la norma che prevedeva il raddoppio del termine per gli accertamenti tributari amministrativi in presenza di denuncia penale; è stato innalzato il tetto del contante a 3000 euro, che certo non migliorerà la posizione che ci vede al venticinquesimo posto su ventisei per pagamenti irregolari. Insomma, dati alla mano, evadono il 56% degli autonomi e degli imprenditori e l'83% dei possessori di immobili.
Se qualcuno pensa che ci sia ancora ambiguità da parte del governo, forse si attende che il MEF faccia stampare un vademecum per il buon evasore fiscale. Cosa che, con la promozione di Zanetti a viceministro, non è peraltro da escludere.
Link:

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