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lunedì 28 marzo 2016

Il diritto di cambiare idea

A proposito del tetto al contante Padoan ha rivendicato il diritto a cambiare idea. Come Serracchiani, che,
dopo aver manifestato contro le trivellazioni, ha invitato poi a disertare il referendum. Allo stesso modo dell'esercito di deputati scelti da Bersani e diventati dalla sera alla mattina seguaci di Renzi, il quale, peraltro, il diritto di cambiare idea esercita quasi quotidianamente.
Un diritto sacrosanto, per carità, come ogni altro, ma che forse è arrivato il momento di chiamare in una maniera più appropriata. Un nome che lo renda immediatamente comprensibile, che so, qualcosa come il diritto all'opportunismo, o il diritto alla poltrona, o, meglio ancora, il diritto di Razzi.
Ecco, io penso che a sentire Padoan, Serracchiani e gli altri dichiarare: rivendico il mio diritto a essere opportunista, oppure rivendico il mio diritto a difendere la poltrona, oppure rivendico il mio diritto di Razzi, non ci sarebbe bisogno di aggiungere altro, si eviterebbero inutili strascichi polemici e nessuno denuncerebbe offese all'intelligenza.


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