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venerdì 18 marzo 2016

Il forum dei cretini

Certe volte non si capisce se Padoan c'è o ci fa. Siccome al forum del G20 di Shanghai è stato tempestato di domande sul jobs act dal suo omologo cinese,
lui deduce che i cinesi siano intenzionati ad adottarlo.
Ora, a parte che informarsi su qualcosa non significa volerla attuare - anche il protagonista de La cena dei cretini, per dire, viene tempestato di domande -, la supposizione di Padoan supera, ma proprio alla grande, la soglia del ridicolo.
La Cina ha un mercato del lavoro che è quanto di più flessibile si possa immaginare. Tanto flessibile che schiavitù può essere tranquillamente impiegato come sinonimo. I lavoratori non hanno alcun diritto. Possono essere licenziati dall'oggi al domani anche senza alcuna motivazione. Lo sciopero dev'essere indetto con tre mesi di anticipo attraverso il sindacato unico che fa capo al governo. Quindi può avvenire solo con l'esplicita autorizzazione di quest'ultimo. Ogni altra forma di associazione è vietata. Le condizioni di sicurezza e di tutela della salute dei lavoratori sono del tutto inesistenti. Le decine di milioni di lavoratori migranti che dalle campagne si riversano nelle aeree urbane sono in totale balia di datori di lavoro senza scrupoli, retribuiti con salari irrisori, quando non retribuiti affatto, nella completa indifferenza delle autorità. 

Solo ricorrendo alla psicoanalisi si può trovare una spiegazione plausibile all'assurda affermazione di Padoan. Probabilmente attribuisce al suo omologo cinese quelle che invece sono le sue intenzioni, cioè importare il modello lavorativo cinese in Italia.


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