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domenica 6 marzo 2016

Pillole: Carlo Emilio Gadda, La cognizione del dolore (1)

Accade alla loquace vita, purtroppo, di esorbitare talora dalle sacre leggi della deferenza e della compostezza. Così a Terepàttola,
sulle prime pendici della Cordillera, le ragazze terapattolesi apostrofavano scemo di guerra! qualche zerbinotto un po troppo ardito di mano, a cui però, dopo dieci minuti di broncio, finivano col perdonare e col farci pace, come i plenipotenziari del Maradagàl lavevano fatta coi plenipotenziari del Parapagàl. Scemo si dice mocoso con un c solo, in maradagalese, e la locuzione pretta è Mocoso de guerra!. Ora appunto, trattandosi di arruolare i vigili dei Nistitùos de vigilancia para la noche, si deliberò venisse data la prelazione ai reduci di guerra, senza escludere dal novero i gloriosi feriti, quandoché beninteso apparissero idonei allufficio: il che torna a dire fisicamente ancora validi: e tanto prestanti, anzi, da poter assolvere a un incarico del genere, il quale può richiedere interventi manu armata e presume comunque, nel vigile, un certo grado di robustezza e di conseguente autorevolezza, affinché il vigile possa efficacemente persuadere al fuorilegge chegli deve senzaltro seguirlo al più vicino posto di guardia. Seguirlo, o per dir meglio precederlo, visto che certi tipi è meglio metterseli davanti, che dietro.

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