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venerdì 29 aprile 2016

Il futuro della Grecia

Da quasi un anno a questa parte la Grecia alterna privatizzazioni e tagli a tagli e privatizzazioni. Questo ovviamente non significa,
come dimostrano le casse di nuovo vuote, che abbia risolto tutti i problemi derivanti da anni buttati via a ballare il sirtaki in riva al mare e a trincare damigiane di ouzo nelle taverne. Sarebbe troppo facile. Se così fosse, cosa tratterrebbe tedeschi e inglesi dall’abbandonarsi agli stravizi?
D’altra parte, non bisogna aver frequentato la London School of Economics per capire che una volta ceduti isole, isolette e scogli, dati in concessione autostrade, porti e aeroporti per 30, 50 o anche 1000 anni, aboliti ospedali, pensioni e scuole, ci saranno ancora debiti da pagare. A meno che, possibilità esclusa non solo dagli economisti ma anche dai maghi, la locale economia faccia registrare una crescita miracolosa mai verificatasi nel pianeta dal neolitico in poi.
A quel punto logica vuole che accada quello che accadeva duemila anni addietro, quando il debitore che non era in grado di onorare i propri debiti perdeva la propria libertà. Detto in maniera comprensibile anche dai leghisti, diventava schiavo. Questo non significa che dietro tutto ciò ci sia qualcuno che abbia progettato a tavolino di ridurre un popolo alla schiavitù, che, come risaputo, nell’Occidente civile è stata abolita da un bel pezzo e, per coloro che si fossero persi il passaggio, è pure espressamente vietata dalle leggi nazionali, succede soltanto per forza di cose.
Davanti a un tale cambiamento epocale qualcuno potrebbe obiettare che a distanza di così tanto tempo sia andato perduto il know-how. Come si fa cioè a costruire una società basata sulla schiavitù nel terzo millennio? 
Ma per questo non c’è da preoccuparsi. Ci pensano i cinesi, che meglio di tutti la schiavitù hanno saputo riadattare alla modernità. Al Pireo infatti, la Cosco, il gigante cinese del trasporto marittimo, che ha in concessione il terminal 2 e punta ad espandersi ulteriormente, si è già messa all'opera, vietando, tra le altre cose, pure l'accesso alle ambulanze per soccorrere chi si fa male. 
Nel modello cinese lo schiavo che ha avuto l'insolenza di danneggiare l'attività dell'Azienda, infortunandosi sul posto di lavoro, è tenuto ad avere il buon gusto di recarsi all'ospedale da solo. 


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