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martedì 5 aprile 2016

Il messaggio dell'Unione Europea

"L'Europa ci dica se dobbiamo morire qui", chiede una ragazza dal lazzaretto di Idomeni. E' la domanda ultima,
quella che viene quando ormai si sono conclusi i tavoli di lavoro, le discussioni, le dichiarazioni di intenti, le trattative, ecc., e il verdetto è stato scritto.
Ma l'Unione Europea non può leggere a voce alta questo verdetto: "lì o altrove, per noi non fa differenza, il nostro solo desiderio è che avvenga lontano dall'occhio delle telecamere".
Non può perché tali parole nuocerebbero all'immagine di un continente nel quale hanno visto la luce la Dichiarazione dei diritti dell'uomo e del cittadino e l'idea stessa della democrazia, peraltro quest'ultima non molto lontano dal luogo nel quale stazionano adesso i profughi.
Tuttavia, pragmatica ed efficiente com'è, l'Unione Europea ha trovato un uomo di buona volontà, che in cambio di sei miliardi di euro si è assunto l'incarico di trasmettere il messaggio lontano da occhi indiscreti.


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