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lunedì 2 maggio 2016

Il non-partito di centro

Sarà un deficit tutto mio, ma non ho ancora capito quale sia la politica economica che ha in mente il M5S. Dice l'onestà, l'onestà,
ma se basta l'onestà, a capo di un ministero puoi metterci un qualsiasi funzionario onesto, che di solito ne sa pure più del ministro, e in certi casi anche molto di più. Se c'è bisogno di un politico è per fare delle scelte, di destra o di sinistra che siano.
Dice destra e sinistra sono ormai superate. Sì, saranno pure superate, ma se ci sono cento milioni devi decidere se darli a chi ha di più o a chi ha di meno.
Dice diamo un colpo al cerchio e uno alla botte, facciamo cinquanta all'uno e cinquanta all'altro, così sono tutti contenti.
Beh, allora non è che destra e sinistra siano superate, è il M5S ad averle superate piazzandosi al centro. Del resto, se in Italia ogni partito che nasce guarda al centro, niente di strano che anche un non-partito faccia la stessa cosa.
Ecco, questa giovane onestà che dà ragione a chi vuole più stato e a chi vuole meno stato, a suo agio alle manifestazioni dei docenti come al tavolo della Trilateral, terzomondista ma anche amica di Usa e Regno Unito, ecco, questo giovane Di Maio che non scontenta nessuno mi ricorda tanto l'onestà dei giovani democristiani, dei Casini e dei Mastella nella loro verde etade.


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