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giovedì 26 maggio 2016

Re Giorgio l'Offeso

Si racconta che Johnny Weissmuller nei suoi ultimi anni, confondendo ormai realtà e finzione, credesse di essere realmente Tarzan,
del quale era stato in giovinezza il massimo interprete, e girasse per le corsie dell'ospedale lanciando il tipico urlo.
In maniera analoga, confondendo la metafora con la realtà, Napolitano ha finito col credere di essere realmente "re Giorgio". In tale veste ha così delimitato i limiti entro cui dovranno muoversi i sostenitori del no al referendum costituzionale. Riconosce a tutti, bontà sua, il diritto di votare no, "nessuno però può dire: io difendo la Costituzione votando no e gli altri non lo fanno", perché altrimenti lo si offende, anzi gli si "reca un'offesa profonda".
Quindi i sostenitori del si potranno distribuire tutte le patenti che credono, quelli del no, invece, dovranno fare ben attenzione alle parole che usano. Perché se un ex presidente della Repubblica può tutt'al più dolersi che gli elettori abbiano idee contrarie ai suoi convincimenti, un re ha il diritto di offendersi se i suoi sudditi lo contraddicono.
Chiarito pertanto l'equivoco, penso di poter ribadire che secondo me votando no si difende la Costituzione mentre gli altri non lo fanno, e aggiungere pure, mantenendo il bon ton che si addice al contesto, che a molti italiani non importa una minchia se Napolitano si offende.


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