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venerdì 10 giugno 2016

Il meno peggio secondo Cacciari

La riforma è una puttanata, maldestra, fa schifo, ha detto Cacciari, dunque voterò sì. Il dunque ovviamente non è cartesiano,
ma è stato aggiunto da coloro che riportando la notizia hanno voluto evidenziare, più o meno tendenziosamente, il contrasto tra una parte e l'altra del discorso. Al suo posto, a garantire la consequenzialità del ragionamento, Cacciari ha invece messo il senso di responsabilità. Con tutti i suoi difetti la riforma costituzionale avrebbe il merito di realizzare un'impresa inutilmente tentata per quarant'anni, dice, e sarebbe comunque il male minore, il meno peggio.
Non so se Cacciari userebbe tali argomenti nella presentazione di un libro, rischiando di incorrere nelle ironie dell'editore, quel che invece darei per certo è che se il suo meccanico gli dicesse "ho riparato la tua macchina in maniera maldestra e i freni fanno schifo", lui non si metterebbe al volante.
Ma la sua argomentazione, a ben vedere, porta meno acqua al fronte del di quanto non ne porti a quello del no. Se siamo sopravvissuti a quarant'anni di tentativi finiti male, infatti, non saranno altri due o tre anni a esserci fatali. Anzi, considerate le premesse, cioè la puttanata, anziché affrettarsi, sarebbe più logico lavorarci ancora in maniera non maldestra e in modo da ottenere un risultato che non faccia schifo.
Né, su un tema così fondamentale per il paese, mi sembra un buon criterio quello del meno peggio, considerato che spesso il peggio è arrivato travestito proprio da meno peggio. A Croce, per esempio, inizialmente sembrava Mussolini il meno peggio.


Link:

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