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domenica 5 giugno 2016

La morale dell'emira

L'emira del Qatar, inviato speciale per l'istruzione dell'Unesco, è stata ricevuta in udienza privata dal papa,
al quale ha parlato del suo impegno sociale ed educativo a favore dei bambini nelle aree di conflitto. In una lettera sull'argomento ha pure dedicato belle parole alla crisi dei migranti e, più in particolare ai bambini, che ne sono le prime vittime, dilungandosi in valutazioni e consigli, non ultimo quello di "portare davanti alla giustizia i responsabili ai danni dell'istruzione".
L'emira, oltre a fregiarsi dell'appellativo di "emira delle arti", ha anche il vanto di essere la madre dell'attuale emiro del paese.
Il Qatar è una monarchia assoluta - seppur formalmente costituzionale - nella quale gli emiri si rovesciano di padre in figlio, attraverso silenziosi colpi di stato. Ospiterà i mondiali del 2022, ottenuti con un discreto investimento in mazzette, per la preparazione dei quali lavorano un milione e mezzo di operai, spesso in condizioni di schiavitù, privati dei passaporti e di ogni diritto. Sul Qatar pende più di un sospetto, come del resto sulle altre monarchie del Golfo, di aver finanziato l'Isis, nonché l'Islam radicale in tutto il mondo. Come le altre monarchie del Golfo, inoltre, non ha accolto nemmeno uno dei quattro milioni di profughi siriani. È uno dei maggiori paesi importatori di armi al mondo, soprattutto dai paesi europei, e siccome ha un esercito piccolo, circa 12000 uomini, di tanto in tanto importa anche mercenari (ultimamente dalla Colombia), e partecipa ai bombardamenti sullo Yemen, il paese più povero dell'area, che ha provocato oltre diecimila morti e un milione di sfollati.
Che altro aggiungere, se non che i bambini nelle aree di conflitto possono dormire sonni tranquilli sapendo che ci sono personalità come l'emira del Qatar che si occupano dei loro destini. Sogni tranquilli al cimitero, ovviamente.


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