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domenica 10 luglio 2016

Il senso grillino per l’ironia

Sembrerebbe una barzelletta: qual è il colmo per dei seguaci di un comico? Non avere il senso dell’umorismo. 
Senonché non è una barzelletta, ma un dato di fatto. Da Crozza a Vauro fino agli autori del video sulla Raggi, a farne le spese sono stati in tanti.
Un tipo di grillino molto diffuso, infatti, se non il più diffuso, e ad ogni modo il più attivo in rete, è quello che interpreta la sua militanza con lo stesso zelo dei castigatori del film V per vendetta.
Questo grillino possiede un tratto distintivo che lo rende riconoscibile fin dal primo carattere digitato sulla tastiera: la totale mancanza di ironia. Ride solo se la satira colpisce Renzi o il PD, ma non perché ne avverta l’humour, bensì solo perché la intende come naturale corollario del disprezzo per la persona. Per la stessa ragione, di conseguenza, qualsiasi battuta rivolta al proprio leader o a un rappresentante del proprio schieramento è intesa come un’onta, alla cui origine dev’esserci per forza l’asservimento al nemico. Poco importa se nella stessa pagina anche gli altri schieramenti siano oggetto di satira. Il grillino zelante non se ne accorge nemmeno, poiché l’ironia sul proprio leader gli ha già obnubilato la vista. Ma anche se uno glielo fa notare, la sua reazione non cambia. Semmai, rincara la dose. Dice: sei anche stupido, non solo sei un servo del PD, ma nemmeno te ne rendi conto.
Siccome un testo di satira o una vignetta non richiedono una particolare intelligenza e siccome è difficile ipotizzare che un così gran numero di persone possa esserne sprovvisto, la spiegazione più plausibile è che ci sia nella mente del grillino zelante una sorta di meccanismo inibitorio dell’intelligenza che scatta alla minima battuta sul Movimento. Un meccanismo peraltro conosciuto fin dall'antichità: si chiama fanatismo.
Non sarà fuori luogo ricordare che il termine ha un’etimologia religiosa. Il grillino zelante, a ben vedere, più che una militanza politica professa un credo religioso,  da una parte il bene e dall’altra il male. Ogni ironia, come succede nelle religioni, è fuori luogo, sempre vissuta come un intollerabile sacrilegio. Somiglia a una barzelletta, il grillino zelante, ma se si pensa a tutti i capitoli bui scritti dal fanatismo, passa subito la voglia di ridere.


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Alla Bedori è andata bene

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