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mercoledì 13 luglio 2016

La guerra di tutti contro tutti

Col suo discorso (eh sì, discorso) in occasione dell'episodio di Fermo, il senatore Centinaio pone la sua candidatura a diventare
la nuova punta di diamante dell'universo leghista. Dopo aver stigmatizzato l'accaduto, dedica il suo intervento ricordando le vittime italiane di immigrati stranieri. Una forma nuova di affrontare i fatti  di rilevanza penale, che magari in futuro potrà fare giurisprudenza.
Se un turista francese, per esempio, verrà alleggerito del portafogli da un italiano, il giudice potrà rispondergli, dopo aver detto che non è una bella cosa, "ma lo sa quanti italiani sono stati alleggeriti dei portafogli da stranieri?" E se un cristiano verrà mazziato da un musulmano, "ma lo sa quanti musulmani sono stati mazziati da cristiani, dall'invasione di Gerusalemme in poi?" E se un protestante verrà picchiato da un cattolico, "ma lo sa quanti cattolici sono stati picchiati da protestanti?" E se un cristiano verrà insultato da un altro cristiano, "ma lo sa quanti cristiani sono stati insultati da altri cristiani?" E se un pensionato verrà azzoppato in sala operatoria da un medico non del tutto lucido, "ma lo sa quanti medici sono stati azzoppati da auto guidate da pensionati ubriachi?"
Il giudice, in sostanza, anziché pronunciarsi sulle responsabilità dell'accusato, potrà invocare "il principio di Centinaio", cioè la guerra di tutti contro tutti.
Un principio che potrà essere valido anche fuori dalle aule dei tribunali e del quale lo stesso senatore sarà il primo ad avvalersi allorché qualcuno gli farà notare la stupidaggine pronunciata: "ma lo sapete quante stupidaggini sono state pronunciate dai politici?”


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