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domenica 3 luglio 2016

Pillole: Marcel Proust, Dalla parte di Swann (1)

Ma anche dal punto di vista delle cose più insignificanti della vita, noi non siamo un tutto materialmente costituito,
identico per tutti e di cui ognuno non ha che da prendere conoscenza come di un libro di conti o di un testamento; la nostra personalità sociale è una creazione del pensiero altrui. Persino l'atto così semplice che viene definito con l'espressione: "vedere una persona che conosciamo" è in parte un atto intellettuale. Riempiamo l'apparenza fisica dell'essere che ci sta davanti di tutte le nozioni che abbiamo su di lui, e, nell'insieme che ci rappresentiamo, queste nozioni costituiscono la parte più importante. Finiscono col riempire così perfettamente le guance, per seguire con una tale esatta aderenza la linea del naso, si industriano così bene di sfumare la sonorità della voce come se questa non fosse che un involucro trasparente, che ogni volta che vediamo quel viso, che sentiamo quella voce, ritroviamo e diamo retta soltanto a quelle nozioni.
Marcel Proust, Dalla parte di Swann




Proust, All'ombra delle fanciulle in fiore (1)

Proust, Il piacere e i giorni

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