.

.

lunedì 25 luglio 2016

Pokemon ad Auschwitz

Nell'apprendere che oltre 140 pokemon sono stati localizzati ad Auschwitz mi sono domandato dove possano essere stati nascosti.
Potrebbe sembrare un quesito un po' sciocco, ma bisogna considerare che gli spazi ad Auschwitz non sono sterminati. Oggi rimane integro solo Auschwitz I, che è relativamente piccolo, mentre di Auschwitz-Birkenau, che invece era enorme, rimangono in piedi solo le baracche in muratura. Quelle in legno, invece, sono andate distrutte, tranne le stufe, che lugubri svettano a coppie nella pianura, così come le docce e il forno crematorio, fatti saltare in aria dai nazisti in fuga e dei quali si possono vedere le macerie. Di Monovitz (o Auschwitz III), di cui parla Primo Levi del suo libro, come di tutti gli altri sottocampi, non è rimasto nulla, mentre la vicina fabbrica di cui pure si parla nel romanzo è tornata a essere una fabbrica.
Mettendo dunque che una quarantina di pokemon abbiano trovato alloggio a Birkenau, un centinaio dev'essere finito ad Auschwitz I. Ma poiché solo pochi blocchi di questo campo sono aperti al pubblico, la possibilità di scelta per i pokemon dev'essere stata piuttosto ridotta. Alcuni di loro saranno stati accolti nel blocco 4, forse nella sala dove dietro una vetrata sono esposti due tonnellate di capelli delle vittime. Oppure, sempre nello stesso blocco, dove, dietro un'altra ampia vetrata, sono accatastate migliaia e migliaia di scarpe.
Ma siccome 100 sono comunque un bel numero, tanti altri saranno finiti del blocco 11, chiamato il blocco della morte, dove fu sperimentato per la prima volta il gas Zyklon B. Qualche pokemon lo si troverà nei lunghi corridoi, dove sono esposti i ritratti di alcune vittime del lager, con su scritta la data d'ingresso e quella di morte, di solito entro i tre mesi. Oppure nelle celle del sotterraneo dove venivano condannati a morire di fame e di sete i prigionieri puniti. Magari si troverà un pokemon nella cella dove in questo modo morì Massimiliano Kolbe, che si offrì al posto di un padre di famiglia.
Sempre nello stesso sotterraneo, ci sono delle celle di 90cm per 90cm, che i nazisti avevano studiato per ottimizzare gli spazi e rendere la tortura più sottile. In ognuna di queste venivano rinchiusi in quattro. Essendo queste celle dotate di un'unica presa d'aria larga appena 5cm, i prigionieri, impossibilitati pure a muoversi, morivano soffocati rubandosi l'aria l'un l'altro, laddove, immagino, quattro pokemon vi possano invece sopravvivere beatamente per giorni e giorni.
Altri pokemon si troveranno nell'adiacente cortile, dietro quello che veniva chiamato il muro della morte, poiché destinato alle esecuzioni che seguivano i processi sommari, anche 200 al giorno, o dietro la parete vicina, dove veniva eseguita l'impiccagione a piolo, i condannati venivano cioè appesi a un gancio ai polsi legati dietro e morivano dopo un paio d'ore di agonia.
Altri ancora, naturalmente, si troveranno nelle docce e nell'annesso forno crematorio, situato a un centinaio di metri dalla villetta dove Hoess, il comandante del campo, viveva con moglie e bambini.
Nessun mostro tascabile invece può essere stato posto nel blocco 10, quello dove Mengele condusse i suoi "esperimenti", per la semplice ragione che l'edificio è chiuso al pubblico e quindi non sarebbero rintracciabili.
Poi, siccome domanda chiama domanda, mi sono chiesto se il profilo psicologico di uno sviluppatore che porta un gioco ad Auschwitz si avvicini più a quello dello psicopatico o a quello dell'ignorante, o a quello di entrambi. E pure mi sono chiesto se una persona che vada alla ricerca dei pokemon ad Auschwitz abbia bisogno di portarsi dietro il cervello o se lo può lasciare tranquillamente a casa.


Link:

Bella, la Giornata della Memoria

Uno spettro si aggira per l'Europa

Il rapporto Chilcot

Nessun commento:

Posta un commento