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mercoledì 10 agosto 2016

Il club di maggior successo

L'Economist pubblica un articolo (link) nel quale alle vecchie categorie di destra e sinistra sostituisce quelle di open e closed.
La distinzione non sarebbe più tra conservatori e progressisti, ma tra chi vede il mondo come un luogo pericoloso dal quale proteggersi e chi, al contrario, lo vede come un luogo rassicurante, verso cui guardare con ottimismo e fiducia. Il metro attraverso cui misurare apertura e chiusura è la globalizzazione. O, per essere più precisi, il libero commercio, che, da quanto si deduce, diventa sinonimo di libertà.
Come nefasto esempio di chiusura, il giornale indica, manco a dirlo, la Brexit, che ha portato il Regno Unito fuori dal "club del libero commercio di maggior successo al mondo".
A margine, l'autore nota pure come l'Unione Europea abbisogni di qualche aggiustatina che aiuti a superare i piccoli inconvenienti che dalla globalizzazione possono derivare, come perdita del lavoro, ma si tratta, pare di capire, di questioni che interessano una sparuta minoranza, giochi che valgono la candela.
Né l'autore dell'articolo si dilunga nello spiegare in cosa consista questo grande successo. Dati macroeconomici alla mano, pare difficile vederlo. Di certo l'Unione Europea non ha determinato alcun boom, se nel decennio 2004/2014 l'indice medio di crescita si attesta allo 0,9, pressoché la metà rispetto a quello degli Stati Uniti. Ancora peggio, cioè meno della metà, lo 0,7, se si considerano i paesi dell'area Euro.
Ai giochi che valgono la candela, poi, scendendo nei dettagli, bisognerebbe aggiungere anche la perdita di un terzo del potere di acquisto dei pensionati, diminuzione della spesa sociale, smantellamento dei diritti dei lavoratori.
Pretendere dunque che i suddetti pensionati e lavoratori, dopo tale batoste, guardino con fiducia e ottimismo al libero commercio, forse è un po' eccessivo, ma quelli dell'Economist non devono avere l'abitudine di immedesimarsi troppo nel punto di vista di lavoratori e pensionati.


Link:

La logica severgnina

Povertà not welcome

La Brexit e gli scioccati


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