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domenica 21 agosto 2016

La decrescita felice degli altri

A Ferragosto i simpatizzanti della decrescita felice hanno probabilmente conosciuto un'improvvisa impennata. Non deve essere poi così male
questo tipo di decrescita, si saranno detti in molti, vedendo il suo massimo testimonial ospite d'onore su uno yacht da 40 metri, in compagnia di industriali, finanzieri e altri esponenti del jet-set. Vuoi vedere, avranno pensato, che ci ritroviamo anche noi il prossimo anno tutti in Costa Smeralda.
Solo per pochi di questi neofiti, tuttavia, il colpo di fulmine si tramuterà in amore duraturo allorché capiranno che lo stile di vita propugnato dalla decrescita felice nulla ha a che fare con le cene raffinate innaffiate da bottiglie di Champagne e consumate nella rada di Porto Cervo. Anzi, è l'esatto contrario. Promuove la sobrietà contro il lusso, l'altruismo contro l'egoismo, la cooperazione contro l'individualismo.
Deluso e confuso, a questo punto, il neofita potrebbe chiedersi di quale decrescita felice sia quindi profeta Beppe Grillo. Molto semplice: della decrescita felice degli altri.


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