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giovedì 18 agosto 2016

La morte che arriva secondo le regole

Immagino che la ministra Pinotti dorma sonni tranquilli. A giudicare almeno dall'aspetto marziale con cui presenzia alle cerimonie
e dalla calma imperturbabile con la quale risponde ai giornalisti, si può escludere che le sue notti siano popolate dalle maschere di polvere e sangue dei bambini feriti o dai loro corpi senza vita. Uno che si sveglia di soprassalto in continuazione durante la notte martellato da tali fantasmi, di giorno poi avrebbe ben altra cera.
Del resto, ha spiegato la ministra, autorizzando la vendita di armamenti all'Arabia Saudita, non sì è posta il problema etico se fosse giusto o sbagliato, ma che tutto avvenisse nel rispetto delle regole. Che poi, a ben vedere, è lo stesso problema che si è sempre posto ogni onesto commerciante. Devono esserselo posti anche i fornitori del gas Zyklon B o il titolare dell'azienda che acquistava i capelli dei deportati nei lager per ricavarne tappeti e altri manufatti. Perché ogni onesto commerciante non è tenuto a immaginare né, tanto meno, a indagare sull'uso che si fa dei suoi prodotti o sull'origine delle materie prime. L'importante è rilasciare regolare fattura e incassare il dovuto.
Certo, oggi, anche se non hai il fiuto del segugio e sei dotato di scarsa immaginazione, ci sono foto e filmati che irrompono sui media e ti dicono che quelle bombe uccidono bambini a scuola e malati e medici negli ospedali, ma forse, a domanda, la ministra potrebbe sempre ribattere che si tratta di una morte che arriva "nel rispetto delle regole". E tanto probabilmente le basterebbe.


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