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mercoledì 17 agosto 2016

Le eccellenze italiane

Prima o poi, secondo me, per stanchezza o per un cedimento di nervi, Renzi metterà fine a questo stillicidio di rimproveri
che gli vengono mossi da gufi e altro uccellame notturno. A furia di sentirsi rinfacciare di legiferare a favore degli evasori, di depenalizzare reati come l'omessa identificazione ai fini del riciclaggio e di strizzare l'occhio ai delinquenti, alla fine parlerà chiaro.  
Signori, dirà in maniera diretta, com'è nel suo stile, è inutile che stiamo a girarci intorno: in Italia c'è un'economia sommersa che vale il 12% del pil e un'economia criminale intorno al 2%. Considerate, per farvi un'idea, che per racimolare un misero 0,7% di crescita, nell'anno passato ci sono volute riforme, bazooka di Draghi, Expo e Giubileo straordinario. E senza il petrolio a 40 dollari al barile, ci sta che tutte queste cose non sarebbero serviti a smuoverci nemmeno dello 0,1. Signori, dobbiamo prendere atto che siamo in un paese nel quale il modello imprenditoriale vincente è quello di chi fa le valigie. Il nostro dovere dunque è quello di salvaguardare le eccellenze che resistono e rimangono ancorate al territorio. Ora, checché se ne dica, le ultime eccellenze rimaste all'Italia sono il nero e la criminalità. In tutti gli indicatori economici questi sono gli unici due settori in cui il nostro paese rimane stabilmente in cima alle classifiche e non a caso sono anche i preferiti dagli investitori stranieri. Che facciamo allora, vogliamo liberarci anche degli unici settori che funzionano e contribuiscono a tenere in piedi il paese? Con questi chiari di luna significherebbe sprofondare nella recessione finale. Che facciamo, vogliamo chiudere baracca e burattini?

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