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mercoledì 31 agosto 2016

Marchionne che fa quello che gli riesce meglio

Dice Marchionne: «non possiamo demandare al funzionamento dei mercati la creazione di una società equa perché non hanno coscienza,
non hanno morale, non sanno distinguere tra ciò che è giusto e ciò che non lo è. L’efficienza non è e non può essere l’unico elemento che regola la vita. C’è un limite oltre il quale il profitto diventa avidità e chi opera nel libero mercato ha il dover di fare i conti con la propria coscienza. Gli eventi e la storia hanno dimostrato che ci reggevamo su un sistema di governance del tutto inadeguato. Soprattutto, hanno evidenziato la necessità di ripensare il ruolo del capitalismo stesso, e di stabilire qual è il corretto contesto dei mercati. Sono una struttura che disciplina le economie, non la società, se li lasciamo agire come meccanismo operativo della società, tratteranno anche la vita umana come una merce. E questo non può essere accettabile». 
Dice Marchionne, non Che Quevara. E allora viene naturale domandarsi se sia il primo di aprile. No, siamo ad agosto. Forse ha preso un colpo di sole? No, sta col suo maglioncino d'ordinanza versione estiva. Si è dimesso da superpagato amministratore delegato di Fca per abbracciare la dottrina francescana? No, parla proprio nelle vesti di amministratore di Fca. Allora non rimane che una sola risposta possibile. Marchionne fa quello che gli riesce meglio: prendere per il c.
Link:

La retrocessione dell'operaio

Il miracolo di Marchionne

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