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domenica 25 settembre 2016

E venne il momento del trattamento sanitario obbligatorio

Per la prima volta - a quel che mi risulta - Grillo ha pubblicamente rivendicato il suo ruolo di capo politico del M5S.
Fino a oggi questo ruolo era rimasto confinato nell'ombra dell'atto burocratico, segnatamente la presentazione delle liste, nelle quali, per l'appunto, Grillo si autodefiniva tale.
Dice, lo sapevamo tutti che lui era il capo. Vero, ma attivisti e simpatizzanti preferivano ripiegare su altre parole, garante, megafono, guida, punto di riferimento, centravanti, quel savio gentil che tutto seppe, ecc. Grillo stesso, poi, dava spesso esempio di umiltà dicendo addirittura "non sono nessuno".
Si preferivano tali circonlocuzioni, ci arriva chiunque - ma ci arriva veramente chiunque? -, non solo perché la figura di un capo, per giunta proprietario, mal si concilia con un movimento fondato sulla democrazia diretta, ma perché Grillo e Casaleggio lo avevano scritto a chiare lettere in uno dei loro libri-manifesto Siamo in guerra. E lo avevano scritto, come nel loro stile, con un tono secco e definitivo che non ammetteva dubbi e possibilità di replica, ma solo lo psichiatra:
"Il concetto di leader per la Rete è una bestemmia. Esistono solo portavoce delle istanze dei cittadini... Se ognuno vale uno, i leader politici non hanno senso, sono una contraddizione in termini. Gli uomini della Provvidenza appartengono a una visione infantile della politica. Chi si definisce leader dovrebbe essere sottoposto a trattamento sanitario obbligatorio".
Beh, sembra che quel momento sia arrivato.


2 commenti:

  1. Finalmente si squarcia il velo del tempio...e il giovane Davide avanza! Le rivendicazioni autoritarie del vecchio sanno di ribollito, ormai il carisma è svanito e gli adepti sono fuori controllo

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    1. e però fino a quando il vecchio conserva i diritti di proprietà l'ultima parola è la sua.

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