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venerdì 9 settembre 2016

Il curriculum della Muraro e gli standard del M5S

Che poi la questione centrale non è tanto la mancata trasparenza, che potrebbe anche essere derubricata a peccato veniale,
derivante da incapacità di lettura di una mail o deficit di comprensione del procedimento penale, ma proprio la nomina.
Fosse stata consulente di un'azienda che si è distinta per efficienza e soluzioni di avanguardia, ponendosi come modello di innovazione del settore, si sarebbe potuta capire la determinazione con la quale la sindaca ha insistito sul suo nome, ma la Muraro è stata consulente di un carrozzone che viaggia spedito verso il baratro. E allora o le sue decennali consulenze all'AMA non hanno inciso granché sui destini dell'azienda, oppure tali consulenze venivano commissionate, pagate e poi cestinate.
Se nella prima ipotesi è lecito avanzare dubbi sulle competenze della consulente, nel secondo si può dubitare della sua etica, dato che avrebbe continuato a intascare tranquillamente il compenso per un lavoro che sapeva essere inutile. Ipotesi entrambe che non collimano con gli standard del M5S. Gli standard annunciati all'inizio, intendo, non quelli visti all'atto pratico.


Link:

Lo spermatozoo che ha fecondato il M5S

La decrescita felice degli altri

Restitution day

1 commento:

  1. È un movimento che fa acqua da tutte le parti. Gli unici a non accorgersene sembrano essere i suoi lettori, e non capisco perché. Io quando faccio una cagata lo ammetto, dov'è il problema? Boh, un mistero.

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