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martedì 20 settembre 2016

Il referendum ungherese

"Volete che l'Unione Europea, anche senza consultare il Parlamento ungherese, prescriva l'immigrazione in Ungheria
di persone che non sono cittadini ungheresi?"
L'unico dubbio sull'esito di questo referendum, indetto dal presidente ungherese Orban per il prossimo 2 ottobre, riguarda la percentuale di "sì". Più in particolare, se supererà il 70, l'80 o il 90%. Che poi, a ben vedere, si tratta di percentuali analoghe a quelle che otterrebbe il "no" in un altro ipotetico referendum:
"Volete restituire i 20,3 miliardi di euro che costituiscono il saldo positivo delle somme che l'Unione Europea ha dato al paese, anche senza consultare il Parlamento ungherese, spesi in progetti e anche per la promozione della libertà e della cultura (pensa te, quando si dice soldi spesi bene)?"
Ipotetico perché il presidente ungherese non ha alcun motivo di indirlo, dal momento che tutti sanno già che così funziona l'Unione Europea: si prende ciò che è vantaggioso e i problemi si scaricano sugli altri.



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