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lunedì 19 settembre 2016

Le preoccupazioni di JP Morgan per il futuro del nostro paese

Senza nulla togliere all'autorevolezza di personaggi del calibro di Moccia e Tamaro, è un dato di fatto che i sostenitori più illustri
del sì al referendum costituzionale siano perlopiù stranieri. Personalità e istituzioni evidentemente preoccupate per il futuro del nostro paese, come l'ambasciatore americano, le agenzie di rating, la finanza internazionale, le cancellerie europee, le banche d'affari, ecc. Insomma, soggetti notoriamente attenti al benessere del prossimo.
Tra le banche d'affari, in particolare, va menzionata JP Morgan, che alcuni anni addietro indicò le distorsioni da correggere per consentire all'Europa di uscire dalla crisi provocata nel 2006 dai mutui subprime, per la cui responsabilità, peraltro, la procura di New York ha denunciato due società facenti capo alla stessa JP Morgan. In sintesi, la banca americana spiegava:
"I sistemi politici della periferia meridionale (dell'Europa) sono stati instaurati in seguito alla caduta di dittature e sono state segnati da quell'esperienza. Le Costituzioni mostrano una forte influenza delle idee socialiste, e in ciò riflettono la grande forza politica raggiunta dai partiti di sinistra dopo la sconfitta del fascismo. Questi sistemi politici e costituzionali del Sud presentano tipicamente le seguenti caratteristiche: esecutivi deboli nei confronti dei parlamenti; governi centrali deboli nei confronti delle regioni; tutele costituzionali dei diritti dei lavoratori; tecniche di costruzione del consenso fondate sul clientelismo; e la licenza di protestare se vengono proposte modifiche sgradite dello status quo".
Sarà pure una coincidenza, ma la riforma oggetto del referendum, come del resto il jobs act e l'italicum, interviene proprio sulle distorsioni segnalate da JP Morgan. A parte il clientelismo, che evidentemente può attendere, sembra che tutti gli altri punti elencati dalla grande banca d'affari rappresentino le priorità del governo Renzi.
JP Morgan - va pure ricordato - è la banca che, col benevolo consenso del governo, guida il salvataggio di MPS, dopo essere stata coinvolta nell'inchiesta per aggiotaggio nell'acquisizione di Antonveneta da parta dello stesso MPS. Ma i contrattempi legali per JP Morgan sono tutt'altro che infrequenti. La ricerca su Google di "JP Morgan legal problems" dà più di un milione di risultati. Toto Riina, per dire, che gode in un rispettabile profilo criminale, non arriva a 300000. Vi si trova di tutto: bancarotta, multe, truffe, corruzioni, intralcio alla giustizia, manipolazione dei mercati, titoli tossici...
Ecco perché le preoccupazioni di JP Morgan per il futuro del nostro paese mi sembrano disinteressate come quelle che potrebbe avere Arsenio Lupin per i gioielli di un conoscente, e credo che costituiscano da sole un ottimo argomento per votare no.


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