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mercoledì 12 ottobre 2016

Bisognerebbe fare un monumento a Il Sole 24ore

Bisognerebbe fare un monumento a Il Sole 24ore affinché se ne tramandi memoria. Non alle generazioni future, ma alle presenti. Memoria, per essere più precisi,
della sua gestione che lo ha portato dai 750 milioni di valore del 2007, quando è stato quotato in Borsa, ai 51 attuali, con relativo patrimonio passato da 347 a 28.
Un monumento nel quale vengano scolpiti i nomi dei presidenti di Confindustria che in questi dieci anni si sono succeduti a vigilare: Squinzi, Marcegaglia e Montezemolo, nonché i membri del Consiglio di amministrazione, i vari Cerutti e Abete.
Non ci sarà bisogno di scomodare Cattelan. Va benissimo anche un bidone della spazzatura, con o senza copia di giornale che fuoriesce, tanto si capisce lo stesso. L'importante è trovare un luogo ben visibile, soprattutto da chi si troverà nella necessità di nominare un capo dell'Eni o un promotore di olimpiadi. Piazza Montecitorio o Piazza Colonna, di fronte a Palazzo Chigi, per esempio, potrebbero andare bene.
Sarebbe bello vedere rappresentato in questo modo il meglio della classe dirigente italiana, quella che rideva alle battute di Berlusconi, e sarebbe pure istruttivo trovare raccolto in un bidone l'oro colato di quelli che spiegavano quali provvedimenti il governo deve o non deve adottare, le colpe del sindacato e gli altri annosi mali del paese, dei quali, poverini, erano le prime vittime.
Grandi industriali e grandi manager, brillanti attenti e lungimiranti, quando si tratta di moltiplicare le proprie fortune; vulnerabili malaccorti e ingenui, quando sono chiamati ad amministrare beni comuni; supponenti sprezzanti e saccenti, sempre.


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