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domenica 30 ottobre 2016

La pubblicità regresso del MISE

Il Ministero dello Sviluppo Economico ha ritrattato le scuse per il volantino nel quale per attrarre i mitici investitori esteri si evidenziava il basso costo della manodopera italiana.
Non ci scusiamo più, dicono in sostanza, a beneficio di quei pochi che avevano creduto alle precedenti scuse, magari immaginando che l'infelice volantino fosse imputabile all'ormai noto comunicatore del ministero della Salute nel frattempo passato al MISE.
Non solo dunque il MISE rivendica il basso costo della manodopera come fiore all'occhiello del Sistema Italia (con la verosimile eccezione - la buttiamo lì - dei costi per la realizzazione del sito investinitaly.com), ma c'è da immaginare che dopo il 4 novembre, in caso di vittoria del sì, tale brochure sarà ancor più esplicita.
Stiamo lavorando per voi, ci sarà scritto, per liberare la Costituzione dalle influenze socialiste e dalle tutele costituzionali dei lavoratori e per cancellare la licenza di protestare se vengono proposte modifiche sgradite dello status quo. E siamo già a buon punto.
Poi, se un domani JP Morgan dovesse stabilire che tutto ciò non basta, ma che per rassicurare gli investitori ci vogliono proprio le catene, l'esecutivo ci vedrà tutt'al più un'occasione per il rilancio dell'industria siderurgica.

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