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lunedì 24 ottobre 2016

Pillole: George Orwell, Omaggio alla Catalogna (2)

Un'altra volta uscii di pattuglia, nella nebbia, dopo averne debitamente avvertito il nostro comandante; ma al ritorno inciampai in un cespuglio, la sentinella,
con un soprassalto, si mise a urlare che arrivavano i fascisti, ed io ebbi il piacere di sentire il comandante ordinare a tutti di aprire un fuoco nutrito nella mia direzione. Naturalmente, mi buttai lungo disteso per terra e le pallottole mi passarono tutte sopra. Nulla convincerà mai uno spagnolo, o almeno un giovane spagnolo, che le armi da fuoco sono pericolose. Una volta, parecchio tempo dopo, stavo fotografando degli uomini con la loro mitragliatrice ch'era puntata contro di me.
"Mi raccomando, non sparate" dissi scherzando, mentre mettevo a fuoco l'obiettivo. "Oh no, stai tranquillo".
Un istante dopo s'udì una spaventevole detonazione e uno sciame di pallottole mi sfiorò la faccia, tanto da farmi sentire il pizzicore della cordite sulla guancia. Non l'avevano fatto apposta, ma i mitraglieri considerarono la cosa molto divertente. E sì che qualche giorno prima avevano visto un mulattiere ucciso accidentalmente da un commissario politico che, facendo il buffone con una pistola automatica, aveva piantato cinque pallottole nei polmoni di quel disgraziato. Le difficili parole d'ordine di cui l'esercito si serviva a quell'epoca costituivano un'altra sorgente (anche se minore) di pericolo. Erano di quelle tediose parole d'ordine, studiate in modo che alla prima deve necessariamente seguire la seconda. Di solito erano a carattere istruttivo o rivoluzionario, come "cultura-progreso" o "seremos-invincibles" ed era spesso impossibile far ricordare a sentinelle analfabete queste auliche parole. Una notte, ricordo, la parola d'ordine era "Cataluna-eroica" e un contadino dalla faccia a luna piena, un ragazzotto che si chiamava Jaime Domenech, mi si avvicinò profondamente stupito, per chiedermi che cosa significasse: "Eroica... che cosa vuol dire eroica?"
Gli spiegai ch'era come dire "valiente". Un po' più tardi, mentre tornava a ciampiconi verso la trincea, al buio, la sentinella lo fermò: "Alto, Cataluna".
"Valiente." Urlò Jaime, certo d'aver dato la risposta giusta. Bang!
Tuttavia, la sentinella lo mancò. Era una guerra in cui ognuno mancava qualcun altro, appena fosse umanamente possibile.
George Orwell, Omaggio alla Catalogna



George Orwell, Omaggio alla Catalogna (1)

Cesare Pavese, Dialoghi con Leucò

Curzio Malaparte, Kaputt (3)

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