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martedì 25 ottobre 2016

Pillole: George Orwell, Omaggio alla Catalogna (3)

Nel suo piccolo, tutto quell'episodio fu molto interessante. Era la prima volta ch'io mi trovavo, a parlar propriamente, sotto il fuoco, e con mia grande umiliazione
m'accorsi d'avere una paura terribile. La si prova sempre, ho notato, quando ci si trova sotto un fuoco molto nutrito; è non tanto paura d'essere colpiti, quanto paura perché non si sa dove si possa essere colpiti. Vi chiedete senza posa dove la pallottola vi morderà, e ciò dà a tutto il vostro corpo una spiacevolissima ipersensibilità. Dopo un'ora o due la sparatoria diminuì a poco a poco d'intensità, fino a spegnersi del tutto. Noi avevamo avuto soltanto una perdita. I fascisti avevano spinto un paio di mitragliatrici nella terra di nessuno, ma erano rimasti a prudente distanza e non avevano fatto tentativo alcuno di forzare il nostro parapetto. Infatti non avevano attaccato, ma solo bruciato cartucce e fatto un allegro frastuono semplicemente per festeggiare la caduta di Malaga. La vera importanza dell'episodio fu che mi insegnò a leggere le notizie di guerra sui giornali con un occhio più disinteressato. Un paio di giorni dopo, infatti, i giornali e la radio diffusero la notizia di un terribile attacco con cavalleria e carri armati (sulle pendici quasi perpendicolari di una collina!) respinto dalle eroiche truppe inglesi.
Quando i fascisti di avevano detto che Malaga era caduta, noi avevamo pensato a una bugia, ma il giorno seguente cominciarono a correre voci più convincenti, e dovette essere un giorno o due dopo che la notizia fu ufficialmente riconosciuta. A poco a poco, tutta la sciaguratissima vicenda finì col trapelare: come la città fosse stata evacuata senza che venisse sparato un sol colpo di fucile, e come la furia degli italiani si fosse riversata sulla disgraziata popolazione civile, parte della quale era stata inseguita a colpi di mitragliatrice per un centinaio di miglia. La notizia fece correre una specie di brivido lungo la linea del fronte, perché, quale che potesse essere stata la verità, ogni miliziano credeva che la perdita di Malaga fosse dovuta a tradimento. Furono le prime parole che io udissi di tradimento o di diversità di scopi, e insinuarono nella mia mente i primi vaghi dubbi su questa guerra nella quale, fino a quel giorno, la ragione e il torto erano apparsi tanto limpidamente semplici.
George Orwell, Omaggio alla Catalogna



George Orwell, Omaggio alla Catalogna (2)

Alfred Doblin, Berlin Alexanderplatz (3)

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