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venerdì 28 ottobre 2016

Pillole: George Orwell, Omaggio alla Catalogna (6)

Fu solo ora che m'accadde di chiedermi dove fossi stato colpito, e quanto; non sentivo nulla, ma mi rendevo conto del fatto che la pallottola dovevi avermi colpito
sulla parte anteriore del corpo. Quando tentai di parlare mi accorsi di non avere voce, solo un debole squittio, ma ad un secondo tentativo riuscii a domandare dove fossi stato ferito. Alla gola, mi risposero. Harry Webb, il nostro portaferiti, era accorso con delle bende e una di quelle bottigliette d'alcool che ci avevano dato nelle cassette di pronto soccorso. Quando mi sollevarono mi uscì dalla bocca un fiotto di sangue, e udii uno spagnolo dietro di me dire che il proiettile m'aveva trapassato netto il collo. Sentii l'alcool, che di solito brucia maledettamente, diffondersi nella ferita come un alito di deliziosa frescura. Mi adagiarono di nuovo mentre qualcuno andava a prendere una barella. Appena seppi che il proiettile m'aveva perforato il collo, fui certo d'essere spacciato. Non avevo mai sentito di un uomo, o di un animale, che, col collo trapassato da una pallottola, se la fosse cavata. Il sangue mi filtrava da un angolo della bocca. "L'arteria è andata" pensai. Mi chiesi quanto si possa resistere al taglio della carotide; non molti minuti, presumibilmente. Tutto era molto confuso. Dovettero essere un paio di minuti quelli durante i quali ritenni di essere stato ucciso. E anche questo fu interessante: intendo, è interessante sapere quali possano essere i vostri pensieri in momenti simili. Il mio primo pensiero, per convenzionale che sembri, fu per mia moglie. Quindi, un violento rammarico per dover lasciare questo mondo che, tutto sommato, mi va tanto a genio. Ebbi il tempo di sentire ciò molto nitidamente. Quella stupida disdetta m'infuriava. Che assurdità! Essere fatto fuori, e nemmeno in battaglia, ma in quel fetente angolo di trincea, per un istante di distrazione! Pensai anche all'uomo che mi aveva sparato contro; mi chiesi chi potesse essere, se fosse spagnolo o straniero, se sapesse d'avermi colpito, e avanti di questo passo. Non potevo sentire nessun rancore contro di lui. Riflettevo che, essendo egli fascista, io lo avrei ucciso se ci fossi riuscito, ma che se fosse stato fatto prigioniero e me lo avessero portato davanti in quel momento, mi sarei soltanto congratulato con lui per la sua buona mira. Ma può anche darsi che, quando si è veramente moribondi, si pensino tutt'altre cose.
George Orwell, Omaggio alla Catalogna


George Orwell, Omaggio alla Catalogna (5)

Jean Giraudoux, La guerra di Troia non ci sarà (1)

Primo Levi, Se questo è un uomo (4)

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