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martedì 18 ottobre 2016

Pillole: Marcel Proust, La Prigioniera (3)

Giornate, infine, paragonabili a quelle in cui nella nostra vita siamo colpiti da qualche crisi eccezionale, dalla quale colui che non ha mai fatto niente pensa di poter trarre,
se si risolverà felicemente, abitudini laboriose: il mattino, per esempio, in cui esce per un duello che si svolgerà in condizioni particolarmente pericolose; allora, d'un tratto, gli appare, nel momento in cui forse gli sarà tolta, il valore di una vita di cui avrebbe potuto approfittare per dare inizio a un'opera, o semplicemente per gustare dei piaceri di cui non ha saputo affatto godere. "Se riuscissi a salvarmi," si dice "mi metterei immediatamente al lavoro! e come mi divertirei!" La vita ha assunto all'improvviso un valore più grande, perché egli ripone in essa tutto ciò che gli sembra sia in grado di dargli, non quel poco che abitualmente egli le fa concedere. La vede ora secondo il proprio desiderio, non come, per esperienza, sa di averla resa, cioè tanto mediocre. All'istante si è riempita di progetti di lavoro, di viaggi, di escursioni in montagna, di tutte le cose che, egli pensa, l'esito funesto di quel duello potrà rendergli impossibili, senza considerare che già prima erano impossibili a causa delle sue cattive abitudini e che, anche senza duello, sarebbero continuate. Ma ritrova gli stessi ostacoli ai piaceri, alle gite, ai viaggi, a tutto ciò di cui per un attimo aveva temuto di essere privato con la morte; per questo basta la vita.
Marcel Proust, La Prigioniera


Marcel Proust, La Prigioniera (2)

Marcel Proust, Dalla parte di Swann (4)

Pillole: Proust, All'ombra delle fanciulle in fiore (2)

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