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lunedì 31 ottobre 2016

Referendum costituzionale: il ni di Berlusconi

Alla fine Berlusconi si è pronunciato sul referendum. Nel suo format preferito (cortometraggio a inquadratura fissa) ha spiegato che questa riforma concede troppo potere all'esecutivo
e rischia di produrre un deficit di democrazia. Quindi si è espresso per il no.
Una posizione a prima vista incoerente, visto che si tratta di ciò che nella sostanza avrebbe voluto fare lui, ma che in realtà potrebbe anche essere molto coerente, proprio perché a farlo avrebbe voluto essere lui.
Ragiono in forma ipotetica perché nutro qualche dubbio sul suo no. Non perché ritenga (come ritengo) Berlusconi inattendibile o perché sia convinto (come sono convinto) che della Costituzione non gliene importi niente, ma perché questa sua dichiarazione di voto contrasta clamorosamente con i tempi dedicati ai due schieramenti dai telegiornali delle sue reti.
Siccome sappiamo bene quale potenza di fuoco siano capaci di scatenare le reti Mediaset in prossimità delle scadenze elettorali che stanno a cuore al suo proprietario, apprendere che adesso propendono tutte per il , col tg4 che addirittura gli dedica il triplo del tempo dedicato al no, non lascia aperte molte possibilità: o i telegiornali Mediaset sono diventati improvvisamente indipendenti (e, nel dire ciò, un po' mi scappa da ridere), oppure si limitano ad eseguire, come hanno sempre fatto, gli ordini del padrone.
Il no di Berlusconi appare piuttosto come una presa di posizione d'ufficio, utile solo per accontentare qualche soldato giapponese, tipo Brunetta, e tenere unito quel che rimane del suo gruppo qualora gli possa essere ancora utile in futuro.


Link:

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