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venerdì 11 novembre 2016

La bancarotta della speranza

La vittoria di Trump, avvenuta nel giorno del ventisettesimo anniversario della caduta del muro di Berlino, ha avuto se non altro il merito di togliere i vertici europei
dall'imbarazzo di dare risalto alla ricorrenza. Solo un tweet: "i parlamentari ricordano". Che è già qualcosa. Perché qualcuno avrebbe potuto insinuare che avessero dimenticato, e invece no, i parlamentari ricordano. Ma celebrare quell'evento nel giorno in cui il principale partner dell'Europa elegge uno che vuole costruire una grande muraglia, sarebbe potuto forse apparire di cattivo gusto.
Del resto, quegli stessi popoli che esultavano per la caduta del muro, oggi si sentono più tranquilli se un muro viene innalzato. E chi prova a scavalcarlo non troverà come allora cinquantamila persone pronte ad abbracciarlo, ma mazze da baseball.
Come sia stato possibile disperdere in un periodo così breve quel patrimonio di entusiasmo e speranze bisognerebbe chiederlo a quelli che in quest'impresa sono riusciti, e cioè i vari Blair, Schroder, Berlusconi, Juncker, Barroso, Sarkozy, Prodi, Merkel e a tutti coloro che in questi anni si sono succeduti ai vertici nazionali e dell'UE. Elencarli tutti sarebbe lungo, seppur doveroso, non per cedere alla solita solfa del "sono tutti uguali", perché uguali non sono, ma perché tutti, pur nella loro diversità, in misura e in maniera diversa, hanno dato il loro più o meno modesto contributo a questo fallimento. O, se si preferisce, nessuno si è adoperato per evitarlo, e, se lo ha fatto, non in maniera tale da risultare visibile, ancor prima che efficace.
Qualcuno ha agito in malafede, qualcun altro ancora ha peccato di scarsa lungimiranza, per molti è stata questione di pura inettitudine. Fatto sta che in questi anni tutte le scelte peggiori che si potevano fare sono state fatte, non vedendo o facendo finta di non vedere il baratro che si andava creando tra istituzioni e cittadini. Così, l'Europa che doveva essere delle persone è diventata quella dei numeri, scrupolosa nel vagliare i trattati commerciali e distratta sulle condizioni di vita in generale.
Sono riusciti a trasformare la speranza in paura e la solidarietà in diffidenza, sperperando qualcosa che non sarà possibile riavere indietro.

Link:

Povertà not welcome

Mettiamo che domani un nuovo Hitler

2 commenti:

  1. In effetti penso che quando si dice "tanto sono tutti uguali" tutti intendano dire proprio che fanno schifo allo stesso modo 😅 Poi ovviamente sono stati bravi a declinare la propria schifezza in maniera originale senza cadere nel ripetitivo... pure queste saranno doti, in qualche angolo remoto dell'universo.

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    1. Molti, sicuramente sì, e pure alla grande. Ma ce ne sono stati anche, secondo me, semplicemente inadeguati a svolgere il ruolo al quale erano chiamati, incapaci di leggere la realtà che li circondava e di prevedere gli effetti delle loro scelte.

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