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martedì 6 dicembre 2016

Appropriazione indebita di votanti

Fino a venerdì sera Renzi si è esplicitamente rivolto agli elettori degli altri partiti chiedendo un voto non per il suo governo o per la sua persona, bensì per la riforma.


All'indomani del voto apprendiamo da diversi istituti di ricerca che una fetta significativa di elettori di Forza Italia, circa il 25%, ha accolto questo appello, insieme a una più modesta percentuale, circa il 5%, di quelli del M5S, nonché a un 10% di quelli della Lega. (Dato quest'ultimo assai curioso, visto che la Lega ci ha fatto due palle per vent'anni con la storia del federalismo, e questa riforma invece toglieva potere alle regioni. Ma si sa come sono gli elettori della Lega.)
Questo ragionamento, in verità assai semplice, andrebbe spiegato meglio al sottosegretario Lotti e ad Alfano che nella foga del dopo voto hanno compiuto quella che potrebbe essere definita un'appropriazione indebita di votanti, arruolando a loro insaputa i suddetti elettori tra i sostenitori del premier e trasformando in questo modo il 40% di sì in un 40% di voti di Renzi dai quali ripartire.
Non hanno evidentemente capito, sottosegretario e ministro, che fare i furbi non sempre paga, e dire che la batosta appena ricevuta avrebbe potuto essere una buona occasione per apprenderlo.
Meglio farebbero, anziché accaparrarsi voti che nessuno ha promesso loro, a preoccuparsi di quella parte dei loro elettori (circa il 25%) che ha votato no e del cui consenso alle prossime politiche non sarei tanto sicuro.

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